La crisi non può essere affrontata in solitudine

Anche nel caso in cui possedesse almeno in parte le capacità professionali e le conoscenze tecniche necessarie, difficilmente avrebbe la tranquillità psicologica per poter affrontare il problema in maniera efficace e razionale. Spesso infatti l’amore che l’imprenditore continua a nutrire nei confronti della sua “creatura” gli impedisce di leggere con chiarezza e con il necessario distacco la reale situazione dell’azienda. Nel tentativo di salvarla a tutti i costi può essere indotto a compiere scelte che possono aggravare la situazione di crisi aziendale fino a compromettere anche la sua posizione personale. In altri casi, invece, il rischio che corre è quello opposto: scelte troppo precipitose e qualche consiglio sbagliato possono portarlo a compiere dei passi definitivi (come “portare i libri in Tribunale”) che si sarebbero potuti evitare.
In tali situazioni l’imprenditore non deve inventarsi un nuovo mestiere e neppure si deve caricare di responsabilità che non è in grado di affrontare.